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Zuppa di carote e porri al forno (e un appello per la 194)
Di Maricler (del 17/02/2008 @ 14:28:12, in Zuppe , linkato 1350 volte)
   
 


1
. Katia ha preparato delle splendide tortine alle carote e ricotta, e mi ha chiesto un aiuto per smaltire il chilo di carote rimanenti.

2. Tempo fa ho comprato un coloratissimo libro, Zuppe à porter, della proprietaria del Bar à soupes a Parigi ovviamente visitato dai sottoscritti, che contiene ottime ricette di zuppe alla carota.

3. Con che cosa bilanciare il dolce delle carote? Mumble mumble...

Così, tra una telefonata e l'altra agli amici che non riesco a sentire durante la settimana perché siamo tutti precari, non abbiamo orari, nè ferie, lavoriamo il doppio degli altri e veniamo pagati chissàquando e chissàcome, ho cucinato questa zuppa di carote accompagnandola a dei porri al forno.

Per la zuppa (con queste dose ne viene un litro esatto)

Carote 1/2kg
Cipolle dorate o bianche 250g
Cumino in polvere 1 cucchiaino
Acqua 750g
Panna liquida 50g
Sale di Trapani
Olio

Affettate sottilmente le cipolle e fatele soffriggere con il cumino in poco olio in una capiente pentola antiaderente, finché non si ammorbidiscono: aggiungete le carote pelate e affettate a rondelle e mescolate per qualche minuto. Aggiungete l'acqua fredda e salate. Fate cuocere a fuoco alto finché la zuppa non inizia a bollire, e solo a quel punto abbassate la fiamma. Fate cuocere a fuoco dolce per 30 minuti. Spegnete, aggiungete la panna e frullate la zuppa, e se è il caso aggiustate di sale.

(Piccoli consigli fra bloggers: per affettare le carote uso una mandolina con la lama in ceramica, regolandola allo spessore di 1.3 mm; non ho il coriandolo in polvere ma in semini, e per ridurlo in polvere lo metto in una ciotola e lo pesto utilizzando il culetto del coltellino per il parmigiano, visto che nella nostra cucina iper-attrezzata manca un mortaio; uso il sale di Trapani perché ha la capacità di non modificare il sapore degli alimenti ma semplicemente di esaltarne la naturale sapidità)

Per i porri

Porri 4, non troppo grandi
Aceto balsamico
Timo
Sale dolce di Cervia
Olio

 
   
 


Riscaldate il forno a 210°. Nel frattempo eliminate lo strato esterno dei porri, e le estremità verdi che sono più coriacee rispetto al resto, e lavate i porri. Tagliate i porri in due-tre parti (dovreste ottenere delle parti di circa 10-15 cm), metteteli in una pirofila e spennellateli con l'olio: condite con timo e sale e qualche goccia di aceto balsamico e infornate per circa 30 minuti. Fuori dal forno, conditeli con abbondante aceto balsamico e riponeteli di nuovo in forno per altri 10-15 minuti. A questo punto saranno pronti.

(Le due fasi di cottura si spiegano così: la prima serve ad ammorbidire i porri e a dargli una prima cottura; la seconda serve a dargli una sferzata di sapore con l'aceto, che non può essere aggiunto sin dall'inizio altrimenti si addensa troppo e rischia di bruciacchiarsi. Gli ultimi dieci minuti invece consentono al porro di insaporisi con l'aceto una volta che è già cotto. Tenete conto che io ho usato un banale aceto da supermercato, che di tradizionale non ha nulla: magari con un vero balsamico il discorso cambia; il sale di Cervia invece insaporisce molto, e con il dolce del porro mi piace molto).

Approfitto di questo post domenicale per invitare tutti i lettori del blog a firmare la petizione promossa da Micromega (il link qui a destra) per difendere la 194, in questi giorni preda di deliranti attacchi e di inspiegabili mancanze di difesa.
Firmate, andate alle manifestazioni, esprimete le vostre idee, perché la 194 è un'ottima legge, e difende inattaccabili diritti. 

 

 

 
     
     
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