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Quando ero piccola uno dei miei giochi preferiti era quello della "famiglia dei colori": dati x oggetti (pennelli, matite, abiti), appaiarli seguendo un preciso ordine cromatico, che radunava nella stessa famiglia tutta la gamma dei colori dal giallo al rosso, poi quella dal rosa al blu, e così via. Giocavo con le famiglie così costruite colorando i disegni secondo la stessa scala, o vestendomi indossando tutte le sfumature di un colore (potete immaginare cosa ne venisse fuori). Io mi divertivo tanto, e mi sentivo al sicuro solo radunando le diverse sfaccettature dei colori: crescendo ho imparato ad abbinarli secondo criteri diversi, ma la nota colorata in me esiste spesso, è quasi una sfida al grigiore imperante e ai monocromi dilaganti. E così irrompo in metro con una sciarpa arancione, o passeggio con una borsa verde acceso. Amo i colori accesi, le stoffe cangianti. Però la famiglia dei colori la ricordo ancora, e la caccio fuori in occasione di questa ricetta, che partecipa alla raccolta per l'International Women's Day in onore delle femmine di tout le monde, oggi che è l'8 marzo, organizzata da Fiordisale e Zorra: una raccolta di ricette gialle, al posto delle mimose, perché, come dice Fiordisale, "sarà un po’ come se per quest’anno anziché dei fiori ci scambiassimo una leccornia, simboleggiando la gratitudine e il rispetto che ogni donna del mondo merita.".
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La ricetta non è propriamente gialla, però se ci appelliamo al gioco della famiglia dei colori, quell'arancione ci sta proprio vicino, gli tocca il gomito e gli chiede: ei, ma dove ti ho già visto? (Sto ridendo da sola, hi hi).
Ci tenevo a dare questa ricetta, per cui vi prego di accettare questa piccola devianza.
Ingredienti per 3-4 persone Farro della Garfagnana 250g Zucca 400g Salsiccia sbudellata 150g Cipolla 30g Salvia fresca 6-8 foglioline Salvia secca biologica Alloro 3 foglie Scalogno 1 Zafferano 1 bustina Sale e Pepe nero Noce moscata Olio Acqua q.b.
Tagliate a pezzi la zucca, versatevi un po' di olio e la salvia fresca e infornatela a 200° per 20-25 min., o finché non potete agevolmente infilare i trebbi della forchetta. Sbucciate la zucca, eliminate la salvia e mettetela da parte: riducete la zucca in purea schiacciandola con una forchetta.
Nel frattempo mettete a bollire dell'acqua (vi servirà per cuocere il farro), salatela e versateci le foglie di alloro: qualche minuto dopo che inizia a bollire, levate l'alloro.
Tritate lo scalogno e la cipolla e spezzettate grossolanamente la salsiccia: soffriggete in una ampia pentola antiaderente lo scalogno e la cipolla, unite lo zafferano e mescolate. Quando il soffritto sarà ammorbidito, versate la salsiccia e fatela rosolare per qualche minuto: aggiungete la zucca e mescolate, insaporite con noce moscata e pepe.
A questo punto unite il farro e mantecate per qualche minuto, dopo di che versate l'acqua poco a poco, risottando il farro fino alla cottura (circa 20-25 minuti).
Prima di servire spolverate con della salvia secca e aggiustate di sale se è il caso.
Io ho servito il farro non-giallo-ma-quasi aiutandomi col coppapasta e decorandolo con le foglie di salvia fresca utilizzate nella cottura della zucca.
Qualche precisazione: il farro della Garfagnana è un prodotto IGP (su come lo abbiamo conosciuto, beh, la storia è lunga e meriterebbe un post apposito), maggiori notizie le trovate a questo link; non avevo del vino bianco in casa, altrimenti avrei sfumato la salsiccia con quello, voi provate e ditemi; è la prima ricetta di cui segno le dosi usate nel realizzarla, e credetemi, per me è incredibile; per molte le mimose puzzano: io le adoro, memore (altri) ricordi di infanzia di mia madre, che portava me e mia sorella a fare lunghe passeggiate lungo le quali incappavamo sempre in alberi di frutta e di fiori da rubare e assaporare. Le mimose sono uno dei fiori preferiti di mia madre, e mi ha insegnato ad amarle al di là di ogni festa comandata.
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