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Oggi ho chiamato mio padre per chiedergli una ricetta: mia sorella è venuta a trovarci un paio di settimane fa, portando con sé, nel tipico stile Missione Arcobaleno che non smentisce mai la natura profondamente campana della mia famiglia, varie prelibatezze tra cui il Vincotto.

Il vincotto, che in altre terre prende il nome di saba, non è nient'altro che mosto, fatto ridurre a fuoco lento per ore, senza aggiungere null'altro. Si prepara in questa stagione ed è un bene preziosissimo, perché, come la colatura, da una grande quantità di prodotto ne si ottiene una ridottissima porzione.
Non sapevo che fosse così semplice prepararlo, ma nella mia ignoranza non conoscevo il prodotto di partenza. Ciò che ho trovato stupefacente è la disarmante semplicità del racconto di mio padre: nella nostra casa in campagna ha piantato l'uva, qualche settimana fa l'ha raccolta e ne ha ottenuto il mosto. 40 litri di mosto, che ha fatto cuocere per 9 ore, facendo condensare gli zuccheri e da cui ha ottenuto 2 litri e mezzo di vincotto. Un vasetto di questo bottino ora è a casa nostra.
Ho pensato che sono totalmente fuori dai circuiti delle stagioni, lontanissima dai gesti di chi conosce e pratica la natura, e che se certi abitudini, certi sapori erano vissuti come scontati, ora, dopo anni che vivo fuori casa, vengono vissuti come un'epifania. Comprare le verdure e la frutta di stagione non mi ripagherà del contatto con le stesse che sono stata abituata ad avere per anni, in un'infanzia nei campi di pannocchie, quando andavo dalla signora Iolanda a prendere le uova delle sue galline nella sua casa, con una magnifica nonna che aveva le galline in soffitta; durante un'adolescenza passata a rotolarmi nell'erba con i miei cani, vedendo crescere un orto e delle piante da una vecchia stalla di mio nonno che lentamente si è trasformata in una pacifica casa di campagna con un giardino e delle primizie di tutto rispetto (uva compresa).

E' come il bambino che non ha mai visto una gallina e pensa che le uova nascano nel cartone nel banco frigo del supermercato. E stasera, mangiando dei funghi porcini comprati al mercato dal mio verduraio di fiducia, trovandoli sciapi ho avuto il dubbio che il mio gusto sia stato ormai adulterato da quelli congelati, che uso durante l'estate e quando non ho voglia di pulire i funghi.
Vabbè. Il vincotto trova la morte sua con i peperoni, e si sposa benissimo con la carne rossa. Buon autunno a tutti!

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