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Quando sono andata a vivere a casa Bonazzi, a Bologna, ho modificato molte mie abitudini alimentari: ho assaggiato piatti che mai avevo visto come il cous cous cotto nella sua tagine, ho cominciato a fare incetta di maionese come mai prima, e soprattutto ho cambiato il modo di fare colazione. Quando ero piccola, caffèlatte con pandistelle. Sempre. Al massimo variavo con pane e nutella, sennò pandistelle nella tazza, tantissimi, fino a che diventava un pastrocchio brutto ma goloso. Poi ho cominciato ad acquistare biscotti diversi, col miele, senza stelle, senza cacao, ma sempre caffèlatte. Sono sempre stata molto conservatrice in alcune mie abitudini alimentari. Durante gli anni ho cominciato a bere sempre meno latte, fino a eliminarlo del tutto dalla mia dieta, insieme a molti formaggi, che faccio fatica a digerire. La mia colazione si era nel frattempo trasformata in caffè e biscotti. Fino all'incontro con Chiara e il suo caffè: ho già parlato di Chiara in questo post, ve l'ho già presentata diciamo. Ma non vi ho parlato del suo caffè, che ai miei occhi salernitani apparve una bestemmia urlata durante l'omelia. Lei preparava il caffè, lo versava in una tazza enorme, e poi lo mescolava con l'acqua. L'acqua nel caffè? Il caffè lungo?!? Terribile, pensavo, mentre mi gustavo il mio caffè nero e forte e stretto. Poi, man mano che diminuivo le dosi di latte, cominciai ad accettare l'idea dell'acqua come liquido per diluire il caffè (e sempre col tempo, ad accettare l'idea dei cereali al posto dei biscotti). Lei usava una tazza grande, di vetro, trasparente, cicciotta e capiente. Me ne regalò una uguale. Dopo qualche mese mi si ruppe. E la ricomprai, daccapo. Passavamo i pomeriggi a bere caffè in cucina, a fumare e chiaccherare. Caffè, sigarette e pomeriggi infiniti. A distanza di anni ho ancora quella tazza, e non me ne separo mai come il nano del papà di Amelie, che fa il giro del mondo ma è sempre con lui.

Ho preparato questo tiramisù sulla scia degli spiedini di pollo e fragole, si vede che l'abbinamento fragole/caffè mi era piaciuto? Comunque, per inciso, questa raccolta (arrivata al penultimo post) è fatta davvero con pochi ingredienti che, combinati in maniera diversa, danno vita a preparazioni dolci o salate, nessuna delle quali eccessivamente stravagante: caffè in primis, e poi nocciole, farina, panna, latte. Ingredienti che è facile avere in casa 
Ingredienti (per 4-5 bicchieri grandi o 7-8 tazzine piccole) Uova 2 Mascarpone 150g Pavesini 1/2 confezione Zucchero 30g Caffè 1-2 caffettiere da due Fragole 6-8 Cioccolato q.b.
Preparate il caffè e man mano versatelo in un piatto fondo a raffreddare. Affettate le fragole non troppo sottilmente, sminuzzate il cioccolato. Separate i tuorli dagli albumi, montate i primi con la metà dello zucchero, a lungo, fino a farli diventare quasi bianchi. Aggiungete ora il restante zucchero agli albumi e montate a neve fermissima. Ora aggiungete il mascarpone ai tuorli e amalgamate bene. Aggiungete il composto agli albumi, delicatamente, con una spatola. Ora il tiramisù: imbevete i pavesini nel caffè, per un istante, altrimenti rischiate di avere un tiramisù troppo blobboso. Formate gli strati: pavesini, crema, cioccolato in scaglie, fragole. In cima al tiramisù decorate con una fragola e scaglie di cioccolato. Servite o conservate in frigo fino al momento di servire.

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