| |
Questo gelo di mellone (aka anguria) è il mio saluto all'estate, e alle ricette di questo blog, almeno per un po'. Da oggi inizio la dieta, non so ancora quale perché sto scrivendo questo post qualche ora prima del mio apputamento col dietologo: so che è bravo, perché ha seguito una mia amica con risultati eccellenti, e che non sarà una dieta tuttacarne o tuttaminestroni o tuttamacaron (peccato per quest'ultima). So che potrò mangiare tante cose, ma non conosco esattamente il grado di libertà e di creatività che mi sarà concessa. Una delle prime domande che mi sono saltate in testa è stata: ma i dietologi conosceranno i soba? Inseriranno le zuppe nel mio percorso dietetico? Potrò mangiare il sushi? Insomma: le diete sono ferme alla cucina di una volta o si sono evolute? Riescono, per dirne una, a essere cosmopolite? Nei loro database ci sarà una dieta per una foodblogger? Rimanete attaccati agli schermi, vi manderò man mano aggiornamenti.
Come sapete, un anno e mezzo fa ho smesso di fumare con la scorzonera, e allora mi aiutò tantissimo la costante analisi psicologica della voglia di fumare: perché ne ho voglia ora?, mi chiedevo. Perché voglio fumare dopo il caffè? E' un vizio o un'abitudine? E così, domanda dopo domanda, ho sollevato uno a uno dei piccoli coperchi, e sotto c'erano dieci, venti immagini di me, e in tutte avevo la sigaretta in mano: è bastato cancellare la sigaretta da quell'immagine, dargli un nuovo senso accompagnandolo al vecchio, ed ecco che ero di nuovo lì, sempre me stessa, solo con le dita che non puzzavano e col fiato intero. E ne ho solo guadagnato. Insomma, ognuno ha i suoi vizi, e molti abbiano paura di perderli, perché in qualche modo caratterizzano quella persona, lo rendono più o meno simpatico agli occhi di qualche gruppo, lo rendono simile o meno all'idea di sé che quella persona desidera avere, lo avvicinano o lo allontanano da certe dimensioni.
Mi sono chiesta molte volte, da quando qualche mese fa ho deciso di iniziare una dieta, cosa volesse dire mangiare e cucinare per me: non ne sono venuta a capo, ma per la prima volta dopo anni la mia coscienza guarda negli occhi il mio stomaco, e gli fa delle domande. Niente di drammatico, solo momenti di lucidità. Spero che sia l'atteggiamento giusto per dimagrire, e per tornare vincitrice sulle pagine di questo blog: tranquilli, saremo sempre qui, con i nostri libri golosi (a breve gli aggiornamenti sulle ultime uscite), le curiosità, una nuova guida (questa volta decisamente più locale) e forse anche qualche ricetta.

Questa del gelo di anguria è una ricetta di Dario Bressanini, noi l'abbiamo seguita pari pari, omettendo gelsomino e decorando con scagliette di cioccolato e una golosissima crema di pistacchi: potete leggere il procedimento sul suo blog. Essendo il dolce di una pizza-cena, doveva riuscire. Così siamo stati sul massimo consigliato di amido di frumento per litro, 90 grammi. Gusto tondo, bello, ma ne è venuto un budinetto compattissimo, forse troppo. Prossima volta proveremo a stare qualche dieci grammi più bassi, per guadagnare in morbidezza.
Auguratemi in bocca al lupo, che ne ho bisogno!
|
|