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Questo risotto è di Sadler, da cui un giorno andremo a mangiare... Per ora ci godiamo le sue ricette, pubblicate in più volumi dalla casa editrice Giunti. Questo risotto è semplice, somiglia quasi a un risotto per bambini: ha un sapore dove un palato esperto, o comunque rodato, riconosce le sovrapposizioni di cotture e il miscelarsi di spezie e consistenze; quello meno attento sarà soddisfatto da un sapore non troppo complesso e parecchio gustoso. L'avevamo già cucinato mesi fa, ma non avevamo postato la ricetta per pigrizia. Ora, dopo Eataly, e dopo Parigi, non avevamo più scuse, visto che grazie a queste trasferte abbiamo nella nostra dispensa il riso carnaroli Acquerello e il pepe di Sechuan (quest'ultimo una variante della ricetta...) che abbiamo prontamente utilizzato per rendere il piatto più buono.
Dosi per 2 mangioni Riso Carnaroli Acquerello 250 gr Provola affumicata 100 gr Franciacorta brut 0.1 lt Scalogno 1/2 Burro Peppino Occelli 50 gr Brodo vegetale 1 lt Parmigiano grattugiato 50 gr Panna 25 gr Pepe q.b Pepe sechuan pochi granelli
Tritate finemente lo scalogno e fatelo soffriggere dolcemente in una padella antiaderente (la ricetta recita "in una casseruola di rame"... ad averla!) con una parte del burro e dell'acqua. Unite il riso e lasciatelo tostare. Bagnate con 2/3 del Franciacorta, lasciatelo evaporare, aggiungete il brodo poco alla volta e continuate la cottura mescolando di tanto in tanto. Nel frattempo, tagliate la provola a dadini. Ai 2/3 di cottura del riso, mettete la panna e terminate la cottura. Mantecate con il burro rimasto e il parmigiano grattugiato, aggiungete la provola, entrambi i pepi, bagnate con il Franciacorta e amalgamate bene. Servite e mangiate subito.
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