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Sabato siamo andati a Brescia a vedere Mondrian: la mostra è stata prorogata fino al 9 aprile, e se non l'avete ancora vista correte e andate a vederla! Al di là, infatti, della maestria di Piet Mondrian, la mostra è davvero ben fatta (se non si considera la mancanza delle opere dell'ultimo periodo - dal '31 al '40-), e si tiene nel complesso di Santa Giulia che da solo merita la visita. Ma non si vive di sola cultura, soprattutto se è sabato ed è il primo giorno libero dopo una settimana di dieta (la nostra dieta funziona così: ligi e stretti per 5 giorni, poi due pasti liberi nel week end in cui non guardiamo in faccia a nessuno)... Arriviamo in stazione con un foglio A4 in cui c'è l'elenco delle nostre opzioni, e trascorriamo buona parte del tempo morto tra l'arrivo e la mostra a chiamare i vari ristoranti e sperare in qualcuno che ci risponda e accetti i nostri stomaci imploranti cibo... Tra un "è tutto pieno" e squilli a vuoto, ci prendono al Lon Fon, ristorante cinese in zona Buoenos Aires consigliatoci dal buongustaio Tommaso Farina. Un ristorante che ha mandato a benedire tutti i sapori che in anni di cucina cinese avevamo imparato ad associare a quel tipo di preparazioni, e che ci ha sorpreso molto positivamente.
Ordiniamo due antipasti, una zuppa, un primo, due secondi... E ci fermiamo, perché come ci dice il nostro cameriere (un ometto cinese basso e impettito, con atteggiamenti perentori ma calorosi allo stesso tempo, simpatico simpatico simpatico), "basta così, è già tanto"! Detto tra noi, aveva ragione. Arriva la zuppa di wanton (ravioli in brodo), una zuppa di ravioli saporiti in un brodo insalatoso: ravioli che si apprezzano molto di più quando sono cotti semplicemente al vapore, come quelli che ci arrivano dopo, che noi scegliamo di bagnare con poca salsa di soia. Ravioli perfetti, col classico ripieno di carne: né asciutti né papposi, resi più intriganti da una salsa di soia diversa dal solito, densa, e sapida. Arriva il primo: "capellini" fritti alla Lon Fon, magnifici! Sinceramente, non so che tipo di pasta fosse perché non l'ho mai mangiata. Somigliavano a degli spaghetti, con una consistenza vetrosa, fragranti e croccanti: conditi con pesce e carne, germogli di bambù, funghi e un sughetto gustoso. Una pasta che avrei mangiato anche senza nessun condimento! Arrivano in ritardo gli involtini primavera, caserecci e croccanti, ricchi nel ripieno e gustosisissimi. Come secondo abbiamo scelto l'anatra arrosto al tè e l'agnello con cipollotti: entrambi freschi, con carni morbide e ben cotte, condite in maniera non troppo elaborate e capaci di farsi apprezzare in tutte le loro sfumature. Con accompagnamento di riso al posto del pane. Come dolce il classico gelato fritto per me e un tartufo al cioccolato per Fabrizio.
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Come dicevamo prima, al Lon Fon la cucina è diversa da tutte le altre cucine cinesi provate finora: ogni piatto ha il suo equilibrio di sapori, non c'è nessuna miscela di spezie invasiva a conferire quel "gusto di cinese" che si trova solitamente altrove. Carne e pesce sono freschissimi, ed è davvero tutto molto buono: dai ravioli di carne ai "capellini", dall'agnello all'anitra, sono piatti che vengono apprezzati perché ben cotti, semplici e gustosi. Una nota più che positiva va al servizio: veloce, efficiente e più che caloroso. Mi è rimasta nel cuore la cuoca, che con dito fasciato e viso stanco, girava tra i tavoli per servire i clienti, consigliarli, fare le porzioni, assicurarsi che andasse tutto bene sempre con un sorriso caldo. Non si poteva fa altro che sorriderle di rimando. Ed è una cosa che nei locali, almeno per me, succede proprio raramente! In due, mangiando due antipasti, una zuppa, due primi, due secondi e due dolci, abbiamo speso 65 euro: ve lo consigliamo caldamente. Un luogo dove si mangia bene e si viene coccolati non è poco. Noi torneremo per mangiare l'anatra alla pechinese che è la loro specialità, e, ci crediamo, dicono sia buonissima.
Lon Fon via Lazzaretto 10 Milano tel.02.29.40.51.53
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