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Prima di tutto, perdonate la latitanza (mia più che di Fabrizio): ricordate il lavoro di cui ero tanto felice? Continua a piacermi, ma ne sono totalmente assorbita, sia in termini di tempo che gli dedico sia (soprattutto) di spazio mentale... Per farla breve, mi sto tramutando in una working woman, per lo più stressata, per lo più a Milano: un mix intrigante di stanchezza e nervosismo, che mi rende poco socievole e propensa a colloquiare sul mio e sugli altrui blog... Ma mi adatterò a questi ritmi, e tornerò frizzante e (speriamo) riposata. Nel frattempo, mi distraggo con le cene fuori, e con una cena davvero speciale... Perché io e Fabrizio abbiamo conosciuto la splendida Kja e il suo compagno Leo, ovviamente intorno a un tavolo, e per la precisione allo Shiro, ristorante giapponese in zona Porta Venezia.
I piatti Il locale è piccolo e affollato, semplice senza essere troppo minimale, e fa caldissimo, tanto che Fabrizio spegne prontamente i termosifoni col tacito accordo di una cameriera che ci guarda e, passato il primo stupore per cotanta avventatezza, distoglie lo sguardo e fa finta di nulla. Bene bene. La seconda cameriera simpatica è quella che prende le ordinazioni: veloce, spigliata, ride quando sbaglia qualche parola, è gioviale. La terza... quella la lasciamo alla fine. Il bello di stare con Kja, al di là della piacevolissima presenza,è che ha portato una ventata di civilizzazione su noi barbari (me e consorte), spiegandoci un pò di piatti e illustrandoci come utilizzare le bacchette: un sospiro di sollievo, finalmente sappiamo cosa ordinare! E allora ordiniamo... Un sake don (si chiamerà così? Salmone, uova di salmone su riso con sesamo) io; yaki udon (udon con carne e verdura) sempre io... E sono stata molto soddisfatta: il salmone era ottimo, così come le uova, e poi c'era la sorpresa di trovare altro salmone sotto il riso... Gli udon ottimi, saporiti, forse un pò troppo sapidi ma molto intriganti. Fabrizio ha scelto soba in brodo con tempura; i ragazzi hanno scelto Sushi, un Chirashi e un tempura (mi sembra...ma avete capito, no, che sono rimbambita?). Tempura poco soddisfacente, ma pare che siano rimasti contenti del resto. Il dolce... per la prima (e l'ultima) volta ho assaggiato la marmellata di azuki, dei fagioli rossi: un ricordo che spero di non portare a lungo sulle mie papille. L'ho trovata orribile. E Leo ne è stato felicissimo, perché si è pappato il mio dolce e anche quello di Fabrizio. A questo punto, alla fine della cena, è arrivata la terza cameriera: piccola ed esile, con voce sottile ci ha indirettamente chiesto di andare via, dicendoci che c'erano dei clienti che aspettavano. Ma come, non avevamo prenotato? Vabbè, chiediamo il conto... e aspettiamo mezz'ora prima che ce lo portino! Ma non volevano mandarci via?
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Da Shiro gli udon sono davvero buoni, il pesce è fresco, la tempura media e il personale ogni tanto tenta di scacciarti. Abbiamo pagato poco più di 100 euro in quattro e assaggiato la marmellata di azuki che non auguro al mio peggiore nemico. Questo è quello che riguarda il locale (mi rendo conto che i miei parametrisono alquanto limitati...però fidatevi di una bocca buona!). Il post è soprattutto un pretesto per salutare Kja e Leo: abbiamo trascorso una serata piacevole, abbiamo mangiato bene, riso e chiaccherato tanto. E lei è carinissima! Ci ha portato dei muffins al cioccolato fatti da lei come regalo, che ho addentato appena tornata a casa (altro che azuki...): grazie dei dolci e della serata, speriamo di vederci prestissimo!
Shiro Via Eustachi 20 Milano Tel. 0229512635
Aggiornamento, luglio 2008 Siamo tornati da Shiro recentemente, insieme a due amici. Una cena davvero deludente: la qualità del pesce era davvero scarsa, non si distingueva un tipo di pesce dall'altro, e anche il riso era cotto malissimo. I prezzi sono aumentati e il servizio rimane scortese. Peccato, perché era per noi l'unico giapponese prenotabile ;)
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