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Faceva caldo a Milano, era luglio e avevamo appena firmato il contratto della nostra casetta in un'agenzia di via Foppa: cercavamo quindi, io Fabrizio e il papà di Fabrizio, un posto dove festeggiare la nuova dimora con un buon pranzo. Eravamo felici, e sembrava che niente potesse rovinare il nostro umore: niente, tranne un pranzo dai Fratelli La Bufala... Li avevamo visti su Internet, avevamo letto la loro simpatica storia di fratelli emigranti, le foto del locale erano accattivanti, e ci siamo fidati. Questo il risultato.
Il locale sembra l'interno di un mega-ristorantone da matrimoni del sud (avete presente? Quelli progettati per accogliere 1000 invitati, il cocktail di gamberi, il pianobar e gli sposi che avvinazzati ballano l'ultima romantica canzone di Gigi D'Alessio), pur con qualche differenza positiva: quadri moderni piuttosto che raffigurazioni di Mergellina, non 1000 coperti ma quantità più umane, un paio di corna rosse che sono il simbolo dei fratelli La Bufala che fanno la loro figura, anche se rimane la stessa sensazione di spersonalizzazione di un locale che si accende solo con gli sposi avvinazzati, e che senza di loro rimane un mega-ristorante qualsiasi (corna escluse, quelle fanno la differenza!).
La pappa: abbiamo ordinato un piatto di antipasti misti, tre pizze e un dolce. Gli antipasti erano composti da una ricottina piccola e più che ordinaria, da verdure cotte in vario modo (tra cui le zucchine alla scapece che cucino meglio io), da sottoli che per la loro assenza di sapore sembravano sottacqua e da dei salumi decisamente passabili. La pizza era davvero terribile: una napoletana cotta in maniera approssimativa, condita con ingredienti di media qualità, tra cui una mozzarella dimenticabile (e nessuno venga a raccontarmi che era una bufala o anche solo una buona mozzarella!). Il dolce era un cheesecake alla fragola inzuppato di sciroppo dolcificante e colorante alla fragola, che di cheese aveva ben poco. In più abbiamo avuto come compagna di tavolo una mosca che non si è mai staccata dal nostro tavolo.
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Si va dai Fratelli La Bufala sapendo di andare a mangiare in una catena di locali (i fratelli nel frattempo si sono moltiplicati in giro per il mondo), e pertanto nessuno si aspetta l'unicità di Sadler o, tanto per restare nel tema pizza, di Coke; il locale è desolante (corna escluse); la pizza (napoletana) è cotta in modo approssimativo, e viene condita con ingredienti di bassa e media qualità. Almeno il personale lascia l'impronta: costituito da facce napoletanissime, dai tratti somatici di Decurtisiana memoria, e sono tutti velocissimi e bravi. Non ci sono buoni motivi per andare dai Fratelli. E poi io lo so, ne sono sicura: quando i clienti vanno via, quando le pulizie sono fatte e le luci sono state spente, da una minuscola porticina esce una coppia di sposi avvinazzati che danza su una canzone di Gigi d'Alessio. La bufala è svelata.
Fratelli La Bufala - Pizzaioli emigranti viale Sabotino 1A tel.02.58.32.84.48 www.fratellilabufala.com
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