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Coke come il carbon Coke, non come la famosa bibita. Sono benvenuti anche i noglobal, se hanno voglia di pizza e nient'altro. Perché Coke è un posto per la pizza, solo la pizza. Una carta microscopica con un paio di altri piatti ma chissenefrega perché qua si mangia la pizza. Birra, coca, e origliando in giro ottime bottiglie di cannonau in ambiente informale spartano povero leggero famigliare a cui non baderete perché starete mangiando la pizza. La migliore che m'è capitata a Milano, sinora.
La pizza Tipo tradizionale NON napoletano. La napoletana è quella piccoletta col cornicione molto grosso e alto. La napoletana entra in forno traccagnotta, magari giù da una pala di legno, e a temperature altissime viene scottata tuttintorno. Che resti un po' cruda dentro è inevitabile, e va mangiata immediatamente. Questa di Coke invece è sottile e di buon corpo, giusta per dimensione e con un gran buon sapore. Lievitata tanto e senza fronzoli, e sempre ben cotta. Non vi scappi di chiederla molto cotta che vi arriva un pezzo di carbone. Fate fare al pizzaiolo, con fiducia. Tra gli ingredienti manca la salsiccia, e la scelta non è amplissima. Porcini, fiori di zucca e carciofi solo freschi e ci sono solo in stagione. Ottimi i porcini, secondo Maricler che con i funghi è incontentabile. I salumi sono affettati sul momento e senza risparmio dal ragazzo dietro il bancone delle bibite, e sono buoni, anche se per una visita sola si raccomandano le verdure. Un dettaglio di gran classe: le melanzane vengono affettate sottilissime e cotte in forno sopra la pizza. Le mangerete appena fatte, non grigliate chissà quando e magari, nei casi più beceri, rimpinzate d'olio. Melanzane e basta, che con salame piccante, aglio e basilico fanno la gloria del locale. Il pomodoro è buono e la mozzarella, anche quando si fredda la pizza, rimane morbida e del suo colore. Sarebbe il minimo sindacale per una pizzeria, ma a quanto pare è una rarità. La pasta resta integra anche a pizza fredda, e sa di pane. Si mastica e non si sbriciola, è salata il giusto. Si digerisce bene, e manda a casa col sorriso.
Il locale Ecco, una cenetta romantica va bene solo se lei o lui sono buongustai. Alla larga gli amanti dell'hi tech, i forzati del design... Va meglio con i tavolini fuori, un obbligo in stagione anche perché col caldo estivo il condizionatore che hanno dentro non gliela fa. Nel resto dell'anno, la piccola sala di un bianco abbagliante sembra la pensilina di una stazione. Fredda, stretta, con il corredo necessario a far mangiare la pizza e nessun orpello. Una specie di trattoria ripulita, dove si aggira pieno di sorrisi e attenzioni il titolare. Dall'accento sardo potentissimo (me ne intendo, provengo anch'io da quei lidi) nonostante i vent'anni a Milano. Il servizio è celere, e udite udite il caffé è ottimo! Se non avete prenotato c'è da aspettare, ma sono talmente rapidi che di solito, con un po' di fortuna, si ristagna per un quartino, non di più. Ah, se gradite, vista l'etnia del personale, il mirto non manca mai...
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