Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Maricler (del 09/10/2009 @ 19:38:09, in Fuori Menu, linkato 1936 volte)

 

 

 


Si inizia con Maurizio Santin, si prosegue con Andrea Provenzani, si continua con Nicola Cavallaro, Andrea Alfieri, Viviana Varese e altri. Di cosa sto parlando?
Ma dei corsi di cucina organizzati da Roberto Granatiero, A lezione con lo Chef: questo instancabile uomo, dalle innate doti di pierre, sempre in movimento, sempre a inseguire i suoi sogni golosi, ha deciso di organizzare dei corsi di cucina con alcuni tra i più interessanti nomi della scena gastronomica italiana.
Lezioni sui menu stagionali, spiegazioni su come comprare il pesce, delucidazioni su quale carne utilizzare per certe preparazioni, creare un menu delle feste, cucinare insieme ai bambini: non manca proprio nulla al Teatro7, sede prescelta per ospitare gli chef e i loro allievi durante queste lezioni che si preannunciano interessanti e gustose. Sì, perché alla fine si mangia quello che si è preparato durante il corso (un ottimo stimolo a fare del proprio meglio : - ))
Ogni lezione costa 60€, anche poco rispetto al panorama milanese.
Tutte le informazioni le trovate sulla locandina.
Partecipate numerosi, io trovo sia una splendida idea come regalo natalizio ; - )

Per informazioni e iscrizioni
scuola.chef@gmail.com - Roberto Granatiero 3771247720

 

 

 
     
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Di Maricler (del 07/10/2009 @ 14:16:04, in Carne, linkato 1869 volte)
   
 


Qualche settimana fa, approfittando degli ultimi strascichi di sole e di vacanze, siamo volati in Sardegna, a Cagliari prima, Nuoro e Galtellì poi (se cercate una casa per le vacanze...): giorni corroboranti, accompagnati da escursioni a Solanas, Chia, Cagliari e il suo Mercato del Pesce (dove abbiamo comprato un polipo vivo!).

Per tornare a Nuoro dai genitori di Fabrizio, abbiamo deciso di percorrere l'Orientale sarda, l'antica strada che collegava le due città prima che inaugurassero lo scorrimento veloce: una strada che si inerpica tra alcune delle cime più alte dell'entroterra sardo, tutta curve, tutto un panorama: paesaggi lunari, letti di fiumi bagnati di rugiada, il mare tra le fessure delle colline, cavalli che brucavano tra gli alberi, caproni che si arrampicavano sulle rocce. Cespugli e arbusti disposti armonicamente come nei più eleganti giardini giapponesi. Famiglie di porcetti allo stato brado. Aria pura, sferzante, colorata del verde degli alberi.
Uao, quanto è bella la Sardegna!

Ad aspettarci a Nuoro, a tavola, c'era Lui, Il porcetto, il maialino da latte sardo, ucciso quando ha pochissimi mesi e quando pesa circa 5-6 kg, cotto nel forno, con del sale. La cottura al forno avviene ai giorni nostri, mentre un tempo (e da tradizione) la modalità era un'altra: il maialino veniva aperto, svuotato delle interiora, e veniva tenuto aperto a libro con l'aiuto di alcuni legnetti; quindi il porcetto veniva infilato allo spiedo, dopo aver tagliato i piedini, che come oggi si imboscano in qualche tasca di carne, in modo da stufarli quasi, e fargli assumere una consistenza gelatinosa. Il porcetto veniva quindi cotto sulla brace, girando lo spiedo continuamente. Verso fine cottura avveniva la fase della stiddiatura: si prendeva un pezzo generoso di lardo, si infilzava con uno spiedo, e lo si avvolgeva nella carta; si dava quindi fuoco alla carta, in modo da "accendere" il lardo e stillargli (stiddiare, appunto) delle gocce di lardo da far colare sopra la superficie del maiale, per arricchirne ancora di più il sapore. 
Il porcetto viene poi servito nel suo contenitore di legno tradizionale, il tazzeri, e cosparso di foglie e rami di mirto. Trovare un buon porcetto è molto difficile, ma se siete locali e avete il vostro contadino di fiducia, è molto più semplice. Il porcetto ha una carne morbidissima, che contrasta con la cotenna croccante, che da fuori sembra crosta di pane bruciato: si mangia quando è caldo, anche se a qualcuno piace anche freddo. Non è nulla di più se non della carne cotta al forno, eppure è un piatto che, come le pardule, è difficile da replicare fuori dalla Sardegna.
Insieme al porcetto, qualche patata, e come frutta le pesche di San Sperate, un piccolo paese vicino Cagliari: le pesche migliori di questa estate, succose, piene, sode. Siamo tornati con due cassette di queste pesche, e le abbiamo già finite.

Il porcetto e le pesche di S. Sperate non sono prodotti DOP, ma vorrei comunque approfittare di questo post per segnalarvi il contest Segni particolari: DOP promosso da Genny: partecipate, fornite nomi di località sconosciute, indirizzi ignoti alle guide, è anche così che si gira l'Italia golosa, fra i prodotti e le città che meglio conosciamo e che sappiamo consigliare.

 

 

 
     
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Di Maricler (del 04/10/2009 @ 20:00:09, in Dolci tradizionali, linkato 2223 volte)
   
 


Qualche tempo fa i ragazzi di Greedy Editors hanno pubblicato un post sulle formaggelle, parlando poi in genere del cibo della Sardegna, praticamente introvabile in continente, per lo meno non della stessa qualità e in un certo senso irreplicabile, perché la maggior parte sono ricette semplici nelle quali sono le materie prime a fare tutto, ingredienti che mantengono il loro sapore pieno solo se comprati localmente e consumati in tempi brevi.
E hanno ragione: le fave colte quando sono ancora piccole e cucinate in giornata, il porcetto cucinato con le foglie di mirto, le sebade (o seadas) cucinate col pecorino di pochi giorni lasciato inacidire con del limone, e le formaggelle stesse, che la madre di Fabrizio (che vive a Nuoro) chiama pardule, e sono fatte con del pecorino dolce, fresco e non fermentato, appena fatto.
Piatti semplici e irreplicabili fuori dall'isola, anche se noi, in occasione del recentissimo viaggio in Sardegna, siamo tornati con un porcetto intero, pieni di ottimismo.
Vi presentiamo quindi la ricette delle Pardule, così come le prepara Lalla (l'autrice della crostata Pac Man).

Ingredienti (per una cinquantina-sessantina di pardule)
Per il ripieno
Formaggio pecorino dolce, non fermentato, appena fatto
1kg
Uova 2 tuorli
Zafferano 2 bustine
Zucchero 350g
Buccia grattuggiata di 1 limone
Buccia grattuggiata di 1 arancia

Farina 00 100g
Per la sfoglia
Farina 00
400g (più o meno)
Strutto 2 cucchiai
Acqua qb

Per il ripieno si uniscono tutti gli ingredienti in una terrina: prima il formaggio grattuggiato, poi le uova, e infine gli altri. Si amalgama il tutto e si fanno tante palline grandi della misura di quelle da ping pong.
Per la sfoglia si uniscono la farina e lo strutto, e si unisce tanta acqua quanto basta, lavorando l'impasto nell'impastatrice. Dovreste ottenere un impasto simile a quello della pasta fresca. Tirate quindi la sfoglia: se avete l'Imperia, la tacca è la penultima o addirittura l'ultima, se a mano, stendetela molto sottile.

Con un cerchio di metallo di 8-10cm di diametro tagliate la sfoglia e formate dei cerchi: poggiate la pallina di ripieno sulla sfoglia così ritagliata e tirate su le pareti della sfoglia, facendo aderire leggermente i bordi della sfoglia al ripieno. Pizzicate quindi i bordi della sfoglia, lievemente, fino a formare una sorta di stella con una pallina dentro (vedete le foto).
Continuate così fino a esaurire il ripieno.
Cuocete in forno a 180° fino a cottura (più o meno una ventina di minuti, sotto saranno un po' brunite).
Sono da consumarsi a temperatura ambiente: in alcune zone della Sardegna usano metterci, appena escono dal forno, dei tralci di mattafallua (finocchietto selvatico).

 

 

 
     
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Di Maricler (del 30/09/2009 @ 11:22:02, in Ristoranti a Milano, linkato 1141 volte)
   
 


Quando ero piccola non mangiavo molte cose (e, con molta ironia se pensiamo a quello che siamo oggi, anche Fabrizio era decisamente inapettente): odiavo tutte le verdure invernali, non mangiavo mai frutta, mi nutrivo di pasta e di brodo di gallina, ho imparato a sbucciare una mela e a lavare la verdura solo quando ero quasi una teenager. E questo nonostante mia madre cercasse di farmi mangiare tutto, non mi ha mai viziato spudoratamente, credeva poco nel principio della libera scelta (anche perché a 5 anni è probabile che l'unica cosa che desideri è latte e Nutella, pasta e Nutella, pizza e Nutella, cucchiai di Nutella) e molto nel principio devi mangiare quello che c'è. Quando si cenava fuori, io mangiavo la pasta con le vongole o la pizza. E basta. Penso che pochissimi bambini amino mangiare fuori, dove la pasta non ha lo stesso sapore di casa, dove i piatti sembrano strambi agli occhi monotoni del bambino, che ha un sistema decisionale molto testardo e che prevede pochissime variazioni.
Quando Andrea Alfieri del Sempione 42 mi ha raccontato della sua nuova iniziativa, il pranzo della domenica, mi è subito saltato agli occhi il Big42, il piatto pensato per i bambini: l'idea è semplice: per chi non ha voglia e tempo di spadellare, Andrea e Roberta cucineranno dei piatti di cucina classica che varieranno tutte le domeniche;quindi risotto e ossobuco,la costoletta di vitello alla milanese,le lasagne, la trippa,il baccalà e tanti altri piatti "Classici " che nessuno ha più voglia di prepararsi a casa.
In questo menu spicca il Big42: per i più piccoli (e anche per i più grandi) l'hamburger del 42, prodotto interamente da noi dal pane alla maionese alla battuta di carne bavarese, accompagnato da patatine fritte.
L'alternativa sana e biodinamica al McDonald's, insomma!
Tante proposte e il menu alla carta a disposizione, senza le spese di coperto: scegliendo il menu della domenica, la spesa si aggira intorno ai 40€.

Insieme a Nicola Cavallaro, che ha inaugurato i suoi pranzi della domenica con un tutto esaurito, la ristorazione milanese sembra cercare nuove e ingegnose strade per combattere la crisi e andare incontro alle famiglie, proponendo menu, piatti e sconti che siano allettanti dal punto di vista gastronomico e culinario per tanti: non so se sia un caso che a farlo siano dei papà, ma la certezza è che questi chef sono capaci di soprenderci.

Questo il menu di domenica 4 ottobre
(per ora le domeniche sono due al mese):

_ Selezione di salumi "Podere Cadassa"
con gnocco fritto, panbrioche tostato, burro e verdurine sott’olio
13,00 €
_ Le uova di Paolo Parisi :
Strapazzate con guanciale affumicato e pane ai cereali
9,00 €
_ La frittata ai porcini e fontina
12,00 €
_ Selezione di 8 formaggi Selezionati da "Marcomini"
accompagnati con composte miele e pantramvai
12,00 €

I Piatti della Domenica
_ Risotto giallo con ossobuco alla milanese
18,00 €
_ Lasagna bianca e verde alla bolognese
13,00 €
_ La costoletta alla milanese con patate al forno
19,00 €
_ Insalata di misticanze, cruditè di verdure e frutta, gamberi al vapore e crudo di ricciola
15,00 €

Il Big42
_ Battuta di manzo (grado di cottura a richiesta) con maionese, pancetta croccante, pomodori canditi, insalatina e pane morbido al sesamo. Con patate fritte
13,00 €

Dessert
_ Torta calda di mele e cannella con zabaione al marsala
_ Tiramisu
_ Bonet al cioccolato amaretti e rhum
5€


Sempione42

Corso  Sempione, 42
Milano
tel.02.31.78.49
www.sempione42.com

 

 

 
     
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Di Maricler (del 28/09/2009 @ 15:08:31, in Bancarella della Cucina, linkato 919 volte)
                                       
 


Ricordate il Bancarella della Cucina? Ha vinto Luisella Ceretta, con 36 voti: a lei i miei complimenti.
Le melenzane in saor, d'altronde, hanno riscosso parecchio entusiasmo in più di una cena tra amici.
All'anno prossimo con il nuovo Bancarella!

 

 

 

 

   
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