Home\\ : Articolo
Pizzacena in teglia, molle molle
Di Fabrizio (del 09/06/2008 @ 10:42:24, in Pizza, linkato 1071 volte)

 


Foto magistralmente eseguita dalla cara Kja

 

 


Pizza capitolo settanta. Nel blog devoto della pizza, proviamo una pizza più idratata, piena d'acqua e molliccia insomma. Tra le nostre innumerevoli prove, questa è risultata la più adatta al nostro accidenti di fornetto infame. In generale, l'impasto bagnatissimo è "richiesto" per la pizza in teglia, che è poi quella che si fa a casa. Più adatto dell'altro che andrebbe cotto pelle pelle sulla refrattaria, con legna o elettrica. Noi ne abbiamo provato anche una versione più estrema, come si fa nelle pizzerie da pizza in teglia, ma ne parleremo più avanti. Tanto più che non siamo sicuri che con un forno casalingo si riesca a sfruttare tutti i vantaggi della superidratazione. Insomma, questa per ora è la nostra pizza ideale da fare in casa.

Abbiamo chiamato a commentare l'operazione Matteo e Vale, e Adina e Christian, per un'occasione che però è sfumata, con una seggia rimasta colpevolmente vuota. Fa niente, ci rifaremo... Siamo stati coraggiosi, comunque, visto che con questa ricetta (e con questo caldo), eravamo alla prima esperienza. Esperimento riuscito comunque, e il giorno dopo pizza di una fragranza ancora inimmaginabile.


Passiamo alla ricetta. Raccomandabile uno strumento per impastare, sia una planetaria o una bella spiralona. Altrimenti, proveremo a dare comunque qualche soluzione.

Dosi molto soddisfacenti per 6/8 persone
Farina Manitoba 2,550 kg
Acqua 1,550 kg
Sale 70/75 g
Lievito di birra fresco 3g, con 'sto caldo
Olio 40/45 g, d'oliva e buono

Mercoledì, ore 07.00
Non si scappa, si parte col poolish. 1,500 kg di acqua, in cui sciogliere tutto il lievito (viene il caldo, non serve aggiungere un rinforzino dopo il poolish), e 1,500kg di farina da girare nella solita ciotolona capiente, o magari direttamente nella scodellona dell'impastatrice. Si va a superare i 4 chili di impasto, regolarsi di conseguenza sulle dimensioni della massa alla fine. Il poolish starà là intorno a 12 ore, con la botta di caldo improvvisa di quel giorno 10 ore. Quando cede in centro è pronto. Farlo la sera per la mattina, o meglio la mattina per la sera, in previsione di una pizzata per cena.

Mercoledì ore 18.00
Solito procedimento. Per chi ha un'impastatrice, versi il poolish e la restante farina e faccia lavorare. Con l'amichetta qua su io devo far girare 10, 12 minuti. A quattro minuti dalla fine aggiungo il sale bagnato negli ultimi 50g di acqua, e dopo un paio di minuti l'olio. Si lascia fare fino a completamento, regolando di farina, se serve. A proposito, è indispensabile una Manitoba, se possibile buonina. Per l'occasione abbiamo usato quella del Molino Marino, che non è particolarmente potente ma dà un gusto e una consistenza che le si perdona tutto.

Mercoledì ore 18.10-19.30
Finito di girare, l'impasto lo si lascia là, oppure per comodità lo si estrae e lo si posa sul tavolo. Occhio che sarà piuttosto mollo, e tenderà a scappare. Insomma, non posarlo proprio sul bordo che altrimenti se ne va a spasso per la casa. Starà bene là, coperto con un panno umido o una busta di plastica per un'oretta ma anche di più, fino a quattro ore.

Mercoledì ore 19.30-21.30
Ora si può impallinare. Noi per l'occasione abbiamo fatto 4 grosse pallone da 700g, e 4 da 350/400g. Con l'impasto così mollo occorre un po' di manualità in più, ma si fa. Al limite, si possono fare un po' di piegature da panettiere, il folding, e una volta ottenuta compattezza dare forma sferica. Le pallotte su piatti, coperte da panni umidi, o da ciotole abbastanza ampie. Qualche ora (basta anche una) a temperatura ambiente per innescare la lievitazione, e via in frigo.

Venerdì ore 18.00
E' ora di cacciare fuori le palline, per far riprendere temperatura. A differenza dell'altro impasto, questo ha meno tensione, e le palle si estendono in larghezza più che in altezza.
Esperimento n°1: ho fatto un rigenero. Giovedì ho preso una delle palline piccole e l'ho ricompattata, in pratica ci ho rifatto una pallina. Il risultato mi è sembrato identico che con le altre, ma la pallina è cresciuta pulita, senza rilassarsi tanto. Da riprovare.
Esperimento n°2: meno lievitazione. Abbiamo fatto una focaccia la sera di giovedì, per vedere come procedeva il tutto. Buona, la focaccia, ma le altre 24 ore di maturazione le hanno fatto un gran bene. Raccomandiamo tutte per intero le 60 ore di lievitazione (12+48).

Venerdì ore 20.00 - stesura e cottura
Per stendere abbiamo usato la semola rimacinata (sempre del Molino Marino, ci siamo voluti viziare) invece della farina. Senza esagerare, dà croccantezza e sapore in cottura. E libera dalla tentazione di riempire di farina i panetti tanto umidi, eccessi di farina che in forno, se bruciano, diventano amari.
La stesura si fa da sola, occhio solo a non stressare la pasta. A noi piacciono sottili ma non troppissimo, e con un cornicione forse eccessivo. A me, per dire, mangiata la pizza, piace aprire a mano il cornicione e farcirlo tipo panino. Quanto lasciarne, al solito, è questione di gusti.

Cottura in forno al massimissimo, partendo con la teglia al piano più basso, e una volta cotta sotto portarla in cima a dorare, con eventuale mozzarella e formaggi.

Pizze prodotte in serata, quelle che ci ricordiamo:
- Tagliata a cubotti, su impasto altino, Patate crude sottilissime, brie verso la fine.
- Bianca, con Salamella, cipolle rosse e pomodorini, mozzarella. 
- Rossa, con Salamella, cipolle rosse, patate al forno.
- Bianca, con Radicchio stufato con l'aceto balsamico, e in uscita coppa e pecorino, di Pienza o maturato in foglie di noce.

Un impasto così si apre da solo, bello vaporoso, ma masticabile. Rispetta la nostra idea pugliese di pizza leggera ma croccante e tosta. Ci piace anche la napoletana, ma l'ideale, per noi, ha quel corpo.

 

 

 

 

 

 
Articolo Articolo Commenti Commenti (15) Storico Storico Stampa Stampa
 


Titolo


:: Antipasti e mangiati a morsi
:: Bancarella della Cucina
:: Bevande
:: Bloggherelloni
:: Caffè
:: Carne
:: Conserve e composte
:: Dadaismo
:: Dessert al cucchiaio
:: Dolci e biscotti
:: Dolci tradizionali
:: Dieta
:: Fatti in casa
:: Fuori menu
:: Gatti
:: Identità Golose
:: Indirizzi gastronomici
:: La dispensa dei libri
:: Mangiapane
:: Menu
:: Muffin e cupcake
:: Pane e lievitati
:: Pesce
:: Primi piatti
:: Pizza
:: Pizzerie
:: Prodotti
:: Ristoranti in Italia
:: Ristoranti all'estero
:: Ristoranti a Milano
:: Salse e affini
:: Scrittori
:: Semenze
:: Verdure
:: Viaggi
:: Vincitivillo
:: Zuppe

La serata dei Mangiapizza
La serata dei Mangiapane
con i foodblogger




La guida al nostro quartiere
La guida al nostro quartiere


La nostra guida di Berlino
La nostra guida di Berlino

La biblioteca dei lettori
Segnala i tuoi libri di cucina



Scarica il pdf con le ricette






Catalogati per mese:


Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
@Luisa: ahaaa, che s...
30/07/2010 @ 12:00:51
Di maricler
Marieclaire, intanto...
29/07/2010 @ 23:18:06
Di Luisa
@Luisa: e controcorr...
28/07/2010 @ 22:35:13
Di maricler
uhm.. sarò forse con...
28/07/2010 @ 16:34:08
Di Luisa
@Pamirilla: eh, perc...
26/07/2010 @ 19:06:16
Di maricler
Ohi, ma io qui mi so...
26/07/2010 @ 14:46:21
Di Pamirilla
Mari, e se facessi t...
26/07/2010 @ 08:57:29
Di FrancescaV
Ci piace molto la fr...
26/07/2010 @ 08:37:38
Di Corsi di cucina zona Recoaro
ups, ti avevo preso ...
23/07/2010 @ 23:00:29
Di maricler





Titolo

Adina
Al cibo commestibile
Anche i cialtroni mangiano
Aniceecannella
Cavoletto di bruxelles
Ciboulette
Cipollinainagrodolce
ComidaDeMama
Cosa ti preparo per cena
La Cuocapetulante
La cucina di calycanthus
Cuochetta
Cuochi di Carta
Cuoca Precaria
Dolci di Pinella
Ecocucina
Erborina in cucina
Fabien
Fiordivanilla
fiordizucca
Foto e fornelli
Fragole a merenda
Francesca
Il cucchiaino di Alice
Il maiale ubriaco
Jean-Michel Carasso
k-kitchen
Kiaretta
La grande abbuffata
La tarantolata
Lenny
Loste
Lost in Kitchen
Ma che ti sei mangiato
Max (e la piccola casa)
Menu turistico
La mercante di spezie
Mele al forno
Mondo di Luvi
Monolocaleincentro
Nicola Cavallaro - Kitchenstories
Ombra nel portico
L'osso e la lisca
Oradicena
Paladar
Pane e miele
la piccola cuoca
Profumo di lievito
Qualcosa di rosso
Quantocepiacechiacchera
Radicchio di Parigi
Il ricettario di Anna
Rosmarina
SenzaPanna
Spilucchino
Staximo
Stella di sale
Tarallucci e...
Tortalandia
Tuki
TzatzikiAcolazione
Vaniglia
Viviana Lapertosa
Violamelanzana
Wennycara

::Gli istituzionali

Appunti di gola
Confession of a food stylist
Consumazione obbligatoria
Dario Bressanini
Dissapore
Espresso Food&Wine
Luciano Pignataro
Marchi di gola - di Paolo Marchi
Michele Marziani
Papero Giallo
Spigoloso
Tommaso Farina

::Buoni fotografi

Bob Noto
Davide Dutto
Francesca Brambilla
Maurizio Camagna
Michele Tabozzi
Paolo della Corte
Serena Serrani

:: Buoni editori

Bibliotheca culinaria
Boscolo Etoile
Chiriotti
Food Editore
Gambero Rosso
Gribaudo
Guido Tommasi
Luxury Books
Reed Business Information
Slow Food

::Blogueses

Au levain
Cakes in the city
Cannelle et Vanille
Chocolate&Zucchini
Cupcake Bakeshop
David Lebovitz
Dessert first
Foodbeam
I dream of dessert
Pure gourmandise
Tartine Gourmande

::Blog di vino

Alice e il vino
Blogewine
Campaniachevai
DiarioEnotecario
Enoiche Illusioni
Imbottigliato all'origine
Intravino
Luciano Pignataro
Nella botte piccola
Viandante Bevitore

::gli altri amici

Gianluca Sciannameo
Patio Andaluz

::i viaggi

Miro
Trivago




dBlog.it Open Source



Titolo
Cosa pensate della rubrica dei Mangiapane?

 Mi piace e penso fornisca consigli utili
 Mi piace, ma vorrei che intervistaste altre persone (sugggerimenti?)
 Non mi piace e la trovo inutile
 Mangiache?

Feed XML RSS 0.91 Feed RSS 0.91
Feed XML Atom 0.3 Feed Atom 0.3

www.thechefisonthetable.com
Tutti i diritti riservati




31/07/2010 @ 6.22.12
script eseguito in 62 ms

Ci sono 9 persone collegate