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Nel nostro girare per locali, decidiamo di darci alla cucina etnica. Quindi accettiamo i consigli in giro per la rete, e proviamo L'altra Isola. Cucina milanese da un patron storico, Gianni Borelli, un cuoco cinese formato dal famoso Alfredo Valli, Hu Shun Feng noto Marco, in un'atmosfera trattoriesca e sapori decisi. Prenotiamo e siamo pronti per una serata alquanto, ehm, particolare.
Niente di che, a dire il vero. Solo, e questo è davvero inusuale, in questo ristorante si possono dare indirizzi e idee, ma saranno poi loro a decidere cosa si mangerà. Spieghiamoci. Il menu c'è, ma il signor Borelli capisce subito che abbiamo bisogno di una mano. Ci spiega qualche piatto (come la prima volta al ristorante cinese, uguale) con un mezzo sorriso e un perentorio "Ve' che c'è ancora la cassoeula!". Ma noi vogliamo il riso, uno milanese e uno al salto, l'ossobuco e la costoletta. Servizio completo. Ma non si può. "Eh no, l'ossobuco ha già il riso, come facciamo?" Ok, io rinuncio al riso... "No, intanto vi porto due mundeghili, poi tu (io) prendi l'ossobuco, e nella costoletta mettiamo una cucchiaiata di riso". E parte. E vabbe', colti dalla piena non replichiamo e vediamo cosa succede.
I mundeghili sono ottimi. Ve lo dice uno che li vedeva per la prima volta. Fatto sta che le polpettine fritte restano morbide, per nulla secche, e leggere. ANche perché ne portano tre contate... A parte tutto, ottimi, ma con una pecca che accompagnerà tutto il pasto. Tanto tanto sale. Mentre aspettiamo ossobuco e costoletta ci guardiamo intorno. Una trentina di coperti in una sala da ristorante di provincia, tardi anni ottanta. Lo stile è quello, più che l'età. Tavoli, sedie, piatti e bicchieri "da casa". Si chiacchiera bene, poco frastuono, i rumori più frequenti giungono dalla cucina a vista dove battono le costolette, e dalla credenza in mezzo alla sala dove schioppano col botto i tappi di sughero del vino.
Arrivano i piatti, e ci spieghiamo i 22 euro a porzione. Trattasi di enorme piatto unico. L'ossobuco nel suo fondo di cottura, ottimo nella carne e eccezionale col riso. Anche il riso allo zafferano è il migliore provato sinora, nonostante il sale che anche stavolta deve essere proprio scappato di mano. La costoletta battuta è sottilissima e ricopre tutto il piatto. Il riso promesso invece sta sotto la carne, e copre metà del piatto, altro che mestolata... Ottima la panatura, croccante e asciutta anche lasciata intiepidire. Del resto prima bisognava consumare il riso. Ah, ci viene voglia di patate, e ne chiediamo un piatto all'altra persona in sala, la moglie cinese del cuoco. Il contorno è in carta, che problema c'è? "No no, c'è riso, pesante con patate, no no no". E vabbe', oggi va così. Ma la prossima volta la costoletta la chiedo alta.
Per dolce ("C'è zabaione soufflé cioccolato gelato") scegliamo il soufflé, per due, che arriverà dopo una decina di minuti caldo in terrina. Lo spartiscono in due piattini e lo inondano di topping al cioccolato. Ma il topping lo fanno loro, ed è dolcissimo ma davvero buono. Come il soufflé, che spaventa per dimensioni e che invece è leggero e delicato.
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Il prezzo esoso di ossobuco e costoletta è più che giustificato. Basta saperlo, si tratta di piatti unici. Il resto gira come dovrebbe girare una piccola trattoria, poche cose, semplici, curate e sotto controllo. All'Altra isola si trovano cotture perfette e gusti diretti. Attenzione alle preparazioni, sempre quelle, sempre uguali, e quindi rodate e sicure. L'unica cosa, il sale. Di solito ci basta una bottiglia d'acqua, per pranzi ben più lunghi e laboriosi. Invece stavolta due sono andate via in scioltezza e la terza è sparita a casa, appena arrivati. Un peccato, perché riso e carni erano davvero eccellenti. Sarà scappato, e anche così la cena è stata ottima. Qualche pensiero lascia invece il servizio. Il patron Borelli ciondola fra i tavoli, saluta i molti amici e clienti abituali, ha un fare deciso e lemme. La signora invece scatta per tutta la sala, non sorride mai, è brusca e spiccia. In qualche tavolo capita che l'insalata non arrivi mai... Ma va bene lo stesso, e tutto ciò che arriva sarà ottimo. Solo, regolare le aspettative sullo stile del locale. E sperare che al cuoco non scappino quelle manate di sale. Il vero neo della serata.
Cioè, veramente ci sarebbe un siparietto in chiusura. Andiamo per pagare il conto, e il Borelli lo compone davanti a noi. I 44 ero dei due secondi sono diventati 46. Dolci 12 euro, due d'acqua 4 euro, coperto 4 euro. 66 euro in due. Pago settanta, mi tornano due euro di resto, recuperati da una giacchetta appesa lì accanto. Gli altri due euro? S'è mangiato bene, vanno volentieri mancia! Ma chi non la pensa così, per non correre rischi vada con i soldi contati...
L'altra isola via Edoardo Porro 8 Milano tel.02.60.83.02.05
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